Another Student Exchange has gone… Si è appena concluso lo Scambio Studenti Montella -Norristown

Scritto da Redazione MoCa Press sabato, 7 luglio 2012

Lo Students Exchange è un programma nato nel 1994 grazie ad un’idea del prof Michele Delli Gatti, e l’instancabile collaborazione di Cesare Gambone, presidente dell’Holy Saviour Club di Norristown, e tutti coloro che negli anni hanno collaborato all’organizzazione, primo fra tutti il prof Vincenzo Favale, montellese di adozione ma pieno partecipante alla vita sociale della nostra comunità. Il testimone è passato poi a Sandy McCarraher, a Norristown, ex insegnante della Norristown Area High School (NAHS), quando fu fondato il comitato per il gemellaggio, il Norristown-Montella Sister City Commettee. Dall’altra parte dell’Atlantico grande impegno è stato profuso dalle amministrazioni che si sono succedute e specialmente dall’ing Antonello Fierro, già consigliere delegato ai rapporti con le comunità montellesi all’estero a cui va anche il merito di aver formato il comitato che oggi regge il programma, e che lo vede impegnato insieme al prof Delli Gatti, il prof Favale, la prof.ssa Carolina Boccuti, Carmine Dello Buono e Anna Moscariello. Quest’anno il gemellaggio ha visto protagonisti 12 studenti statunitensi, 3 ragazzi e 9 ragazze che sono stati ospitati da altrettanti studenti del Liceo R.D’Aquino e dell’IPSIA. Sono stati accompagnati dall’attuale presidente del comitato, Jim Serratore e da sua moglie, Cindy. L’organizzazione ha richiesto circa tre mesi. Nelle lunghe riunioni del comitato il più grande problema da affrontare è stato reperire i fondi, l’amministrazione ha trovato anche questa volta il modo di far fronte alle spese si è potuto però stilare un programma ricco di appuntamenti aggregativi e culturali.. E’ stato questo uno scambio molto ricco, di partecipanti ed attività. I ragazzi sono arrivati a Montella il 20 giugno, e fino al 3 luglio hanno avuto modo di apprezzare la nostra terra. Hanno ricevuto il benvenuto dall’organizzazione e dall’amministrazione nella splendida cornice di Villa De Marco. Nei giorni successivi hanno visitato ovviamente Montella. Sono restati piacevolmente sorpresi nel visitare i nostri santuari, quello di San Francesco a Folloni e quello del Santissimo Salvatore, dalla quale fede discende il legame tra le nostre lontane città. Non poteva mancare una visita presso le attività produttive di Montella. I ragazzi hanno scoperto come dal latte si ricavino i formaggi e i nostri famosi latticini e hanno seguito il processo di lavorazione della nostra castagna. Hanno visitato l’alta Irpinia con un tour nei castelli, hanno passeggiato per Capri ed hanno visitato Amalfi e la sua splendida basilica,approfittando dell’occasione per prendere il sole e fare un bagno in mare. Non potevano mancare la visita agli scavi di Pompei a cui è seguita la piccola scalata fino al cratere del Vesuvio. Un’altra giornata è stata dedicata alla visita della Reggia di Caserta. Oltre questo aspetto prettamente culturale, i ragazzi hanno potuto vivere a pieno la nostra realtà:essendo ospitati da famiglie Montellesi hanno potuto toccare con mano il nostro stile di vita, le nostre abitudini, il nostro folklore, e soprattutto il nostro cibo, restando piacevolmente sorpresi e spesso commuovendosi dell’ospitalità squisita dimostrata loro dalle famiglie. L’esperienza è stata vissuta come una vacanza, divertendosi tra loro,trascorrendo le serate nei vari locali, bar e pub, o semplicemente stando in piazza e vivendo la concezione di socializzazione a loro totalmente estranea. Le giornate sono trascorse piacevolmente fra pomeriggi in piscina e sul campo di calcetto e pic nic a Verteglia e in riva al Lago Laceno. Un’esperienza emozionante, che sempre negli anni ha aiutato i ragazzi a crescere a maturare, a donargli un’apertura mentale scaturita dal vivere realtà e mondi diversi e spesso ignorati. Un’esperienza che vive di volontariato puro, di tempo sottratto alle attività personali e alla vita degli organizzatori. Ma che vive ed esiste grazie alle famiglie che si prodigano ad ospitare un ragazzo o una ragazza sconosciuto, coetaneo del proprio figlio o figlia con il quale più delle volte è difficile relazionarsi per problemi di abitudini, ma soprattutto di lingua. Sforzi ripagati interamente da sorrisi e grazie spontanei e affettuosi, in italiano e in inglese,da un abbraccio inaspettato o in una lacrima al momento dell’addio, che speriamo sia un arrivederci.
Anna Moscariello & Carmine Dello Buono

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